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Patrimonio culturale

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Qui, nel corso della storia, si sono avvicendate varie civiltà che hanno creato un tesoro inestimabile che compenetra l'intero territorio del Quarnero, rivelandosi ad ogni passo davanti ai vostri occhi. Dai beni appartenenti alla preistoria, all’antichità ed al medioevo, sino ai beni delle civiltà romanza, ellenistica, slava, germanica ed ungarica... Per arrivare ai nostri giorni ed ai capolavori artistici contemporanei, con espressioni artistiche che s’intrecciano con i loro monumenti e danno vita ad uno spazio i cui valori e la cui bellezza vi conquisteranno. In quest'area troverete la Lapide di Bescanuova (Bašćanska ploča), la più antica testimonianza della scrittura croata, ed il Codice del Vinodol (Vinodolski zakonik), il più antico ed intatto esempio di diritto consuetudinario codificato in lingua croata. La storia di questi luoghi, caratterizzata da innumerevoli monumenti, preziose raccolte d'arte sacra e profana e svariate espressioni culturali, rende estremamente interessante persino la quotidianità del Quarnero. 

Sui palchi allestiti al centro delle piazze o nei parchi cittadini, nel silenzio delle chiese, oppure sulle tavole di un qualche improvvisato palcoscenico, avrete modo di assistere a concerti di stelle del firmamento musicale internazionale provenienti dalla Croazia e dal resto del mondo, di godere partecipando a manifestazioni basate sull'inesauribile tradizione locale, ma anche sui suoni della musica contemporanea. Le gallerie ed i musei spalancheranno le loro porte soltanto per voi, per rivelarvi i loro tesori che sono un chiaro messaggio dell'identità culturale del Quarnero, una terra interessante e mai completamente scoperta.

L’aria del Quarnero è sempre stata pervasa dai suoni degli antichi strumenti musicali della tradizione. Nel Quarnero, in particolare sull’isola di Veglia (Krk), sentirete il suono delle sopile (sopele, roženice), un antico strumento pastorale che non si suona mai da solo, ma sempre in coppia: troveremo, così, la sopila mala (piccola) e la sopila velika (grande), oppure la sopila velika accompagnata dal canto della voce umana. Al suono delle sopile si canta tradizionalmente a due voci: “na tanko” (sottile, tenorile) e “na debelo” (grosso, baritonale). Tra gli altri strumenti della tradizione, ricordiamo il mih (strumento di legno a fiato, formato da una canna ed un otre con tanto di ancia) e le dvojkinje (vidulice, volarice), strumento in legno a fiato a due canne, diffusi per tutto il Quarnero. Ricordiamo tanti illustri musicisti originari di questa terra. In particolare Vinko Jelić (1596 – 1636) il quale, per le sue opere (“Parnasia militia”, “Arion primus” e “Arion secundus”), tra gli intenditori musicali dell’Europa d’allora si meritò l’epiteto di “maestro dei concerti di musica spirituale da camera”. Spicca, inoltre, Ivan N.H. Zajc (1832 – 1914), noto quale compositore delle opere “Nikola Šubić Zrinski”, “Mislav”, “Ban Leget” e “Lizinka”. Zajc fu anche autore di operette, cantate, opere orchestrali, concertistiche e da camera, nonché composizioni per solo pianoforte. Per capirne l’importanza, basti dire che il periodo in cui egli visse ed operò, nel contesto musicale è chiamato con il suo nome. Il compositore Ivan Matetić Ronjgov (1880 – 1960) s’ispirò, invece, al patrimonio musicale locale, come, ad esempio, alle sopele bi vocali. Compose prevalentemente musica vocale per cori, a due voci o per assolo.

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