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i delfini di Cherso e Lussino
É un fatto risaputo: dove ci sono i delfini, il mare é pulito e proprio tale é il mare attorno a Cherso e Lussino, che ospita una popolazione di circa 120 delfini. Per questa ragione l'acquatorio di Cherso e Lussino é stato proclamato habitat protetto dei delfini, il primo nel Mediterraneo. Nel 1987 é iniziata l'operazione "Progetto adriatico delfini" allo scopo di proteggere questi animali. Agli organizzatori del progetto é stato assegnato il premio internazionale per la protezione dell'ambiente "Henry Ford". Amici dei delfini da tutto il mondo sostengono il progetto, "adottando" singoli delfini e dando loro un nome. La maggior parte dei delfini porta un marchio sulla pinna dorsale, il che rende possibile la loro identificazione. È questa una delle popolazioni di tursiopi studiate più a fondo in tutto il Mediterraneo. Il "Progetto adriatico delfini" è stato costituito nel 1987 e da allora si dedica ininterrottamente al loro studio e protezione. Nel corso degli anni sono stati raccolti numerosi dati relativi alla biologia, ecologia, comportamento ed ai pericoli che minacciano i tursiopi. Potete ottenere più informazioni sulla popolazione dei delfini nell'acquatorio di Cherso e Lussino e sulle regole di comportamento nelle loro vicinanze sulle pagine Internet di Plavi svijet (Mondo blu) – l'istituto per la ricerca e protezione del mare
– www.plavi-svijet.org .
I delfini si distinguono in base alla pinna dorsale, non esistono due delfini con la stessa pinna. Le pinne si distinguono per forma, cicatrici e ferite riportate dai delfini. Gli scienziati fotografano le loro pinne dorsali ed in base alle fotografie sono in grado di distinguere i delfini ed ottenere molte informazioni su di essi (sulla grandezza, la dinamica, la struttura e la composizione della popolazione). Ai delfini che si incontrano più frequentemente viene dato un nome. Alcuni dei delfini lussiniani più conosciuti sono Belugo, Faccia, Meta, Mush, Debby, Sonja, Phil, Monk, Grifo... Onde proteggere debitamente i tursiopi di Cherso e Lussino, nell'agosto del 2006 è stato proclamata la Riserva per delfini di Lussino, la prima del genere nell'Adriatico e nel Mediterraneo. Attualmente l'acquatorio di Cherso e Lussino si trova sotto protezione preventiva, finché non entreranno in vigore le leggi e le regole di comportamento da rispettare nella riserva. Per il loro lavoro scientifico e per il contributo alla protezione e alla preservazione dei tursiopi gli organizzatori del "Progetto adriatico delfini" hanno vinto il premio internazionale per la protezione dell'ambiente "Henry Ford". È possibile adottare i tursiopi (Mush, Sonja, Debby i Meta), dando così un contributo al progetto di protezione dei delfini.
I grifoni sull'isola di Cherso
Il Centro ecologico "Caput Insulae", fondato nella località di Beli sull'isola di Cherso nel 1993, si occupa della protezione dei grifoni, una delle quattro specie di avvoltoi che vivono ancora in Europa. I grifoni nidificano su rocce tagliate a picco, qualche volta a solo 10 metri sopra il livello del mare, dove possono venir osservati con facilità ma, per la stessa ragione, sono esposti a maggiori pericoli. Gli scienziati dal centro ecologico marcano i giovani uccelli, per poterli successivamente identificare. Grifoni sono stati notati anche sulle isole circostanti.
L'orso bruno del Gorski kotar
Nel Gorski kotar, area ricca di boschi con la sua struttura originaria preservata e la pace che vi regna quali presupposti fondamentali per l’ubicazione delle tane degli orsi e la nascita della loro prole, la popolazione dell'orso bruno, il piú grosso animale in Europa è proporzionata alla capacità di questo habitat.. É stata effettuata una misurazione telemetrica del movimento dell'orso bruno ed esemplari catturati nel Gorski kotar sono stati reintrodotti con successo nel boschi dell'Austria meridionale, per rigenerarvi il locale patrimonio di orsi.
Scampi
Lo scampo é il gambero più pregiato dell'Adriatico, richiesto ovunque, ma non presente ovunque. Anche nell'ambito dell'Adriatico stesso, ne popola solo una parte. Si trova principalmente in parte dell'Adriatico settentrionale e nella stretta fascia di Blitvenica, nell'Adriatico centrale. Per questa ragione molti lo chiamano gambero quarnerino. Occupa un posto significativo nella pesca commerciale in Croazia. Si pesca con cocchie (reti a strascico) e con nasse speciali, nel corso di tutto l'anno, di giorno e di notte, la pesca migliore é nelle notti di luna piena, quando abbandona il proprio nascondiglio per andare in cerca di cibo. La pesca più abbondante si realizza generalmente da metà primavera a metà estate. Gli scampi sono una vera delizia gastronomica, inevitabile offerta da tutti i ristoranti del Quarnero.